Si parla di perdono in ogni filosofia religiosa e spirituale, come liberazione dal gioco delle emozioni umane che ci imprigionano in uno stato di coscienza che proietterà la nostra energia a ripetere esperienze simili fino a quando non averemo compreso come superare la “prova del perdono”.

Molte scuole iniziatiche dell’antichità insegnavano ad integrare l’energia del perdono nel percorso di crescita interiore e spirituale della vita stessa, considerando il perdono, uno dei massimi livelli di apprendimento nella scala evolutiva di un essere umano: il Maestro Gesù ci ha dato un alto esempio di questo traguardo iniziatico.

Alcuni credono in Dio, altri nel destino, altri nel caso… Una prova grande come la perdita prematura di una persona cara può essere interpretata come una punizione da parte di Dio o come una sfortuna, ma comunque spesso sorgono quesiti a cui la nostra mente non riesce a dare una risposta sul senso dell’esistenza umana.

Anche quando un evento della vita ci ferisce profondamente, rimaniamo incatenati in dinamiche emotive di rabbia, tristezza, risentimento, devalorizzazione, sfiducia.. Il dolore si trasforma in una ferita e la nostra mente ci porta a rivivere quel momento, giorno dopo giorno come in un cerchio senza fine, impedendoci di vivere serenamente le nostre relazioni attuali, senza che quell’antica ferita si riattivi.

Se permettiamo al passato di influenzare il nostro presente blocchiamo le nostre possibilità future! Quindi se riusciamo a spostare il piano cognitivo delle nostre domande senza risposta su un’alta domanda “che cosa posso imparare io come essere umano da questa esperienza che mi ha ferito profondamente?”, iniziamo il processo del perdono, almeno sul piano cognitivo lasciamo andare la spirale incessante dei nostri “perché proprio a me?”, la nostra mente si calma e così ci permettiamo di entrare in uno spazio  più profondo e difficile da guarire, il piano emotivo.

Una delle nostre difficoltà come esseri umani è quella di perdonare il prossimo, ma il motivo principale è che non sappiamo perdonare noi stessi.

Perdonarsi è il primo passo per raggiungere l’allineamento verso la naturale capacità di amare noi stessi e comprendere il motivo profondo per cui la nostra anima ha scelto una determinata esperienza per evolvere nella piena consapevolezza spirituale.

Il perdono è dunque soprattutto una guarigione dell’Ego umano!

L’esperienza del Perdono si compie quando avviene una profonda trasformazione interiore, un notevole cambiamento nel modo di percepirsi e di percepire le ferite ricevute e le persone o gli eventi che le hanno causate.

Questo percorso conduce ad una vera e propria riorganizzazione della mente subconscia e del cervello limbico che registra le emozioni, quando il processo del perdono è completato, i benefici sono riscontrabili immediatamente poichè cambia il nostro “modo di essere”.

Perdono non significa quindi condonare ciò che è successo, percepire buono qualcosa che è stato cattivo o bello qualcosa che è stato brutto e neppure dimenticare, nulla è cambiato di ciò che è accaduto, tranne la persona che lo ha vissuto.

In ogni epoca, donne e uomini di saggezza ci hanno insegnato la via del perdono, solo in quest’ultimo secolo le vite straordinarie del Mahatma Gandhi, di Nelson Mandela, di Madre Teresa di Calcutta sono fonte di grande ispirazione per comprendere l’energia del perdono.

“Sappiamo che se vogliamo amare veramente,
dobbiamo imparare a perdonare.
Perdonate e chiedete di essere perdonati;
scusate invece di accusare.
La riconciliazione avviene
per prima cosa in noi stessi,
non con gli altri.
Inizia da un cuore puro.” Madre Teresa di Calcutta

“Il perdono libera l’anima, rimuove la paura. E’ per questo che il perdono è un’arma potente.” Nelson Mandela

“Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso.” Mahatma Ghandi

 

One thought on “L’esperienza del perdono

  1. Ciao Barbara,
    è arrivato tramite te questo messaggio… e te ne sono grata…
    Io vivo questa esperienza in questo periodo e posso dire che il perdono inizia da accogliere l’insegnamento che l’evento doloroso conteneva in se.

    Oggi io mi trovo difronte a me stessa e al bisogno di rispettarmi di sentirmi libera di dire “MI HAI FERITO e ora ti allontano e mi prendo il tempo per guarire la mia ferita”. Allora li ci sarà la guarigione e poi il perdono che altro non sarà se non il lasciare andare senza tenere in memoria l’evento ancora e ancora…
    Altrimenti cosa perdono? io sanguino e guardo la mia ferita che brucia ma a “te” dico tranquill* ti perdono vai sereno di me non ti curare io mi guarisco da me…. Non mi ritrovo in questo.

    Prendermi cura della mia ferita, proteggerla, medicarla e poi lasciare andare senza più tornarci sù è per me trasmutazione dell’esperienza dolorosa e il più intenso perdono.

    Grazie
    un abbraccio
    Stefania

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