Riflessologia Plantare

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Cos’è la Riflessologia Plantare
La Riflessologia è il massaggio dei piedi, si basa sul concetto che si può migliorare la funzionalità degli organi del corpo attraverso la manipolazione delle zone riflesse di tali organi nel piede, favorendo il rilassamento del sistema nervoso, migliorando la circolazione sanguigna, riducendo il livello di tossine negli organi e aumentando il tono energetico della persona.
In Europa ed America la tecnica sviluppatasi che segue la fisiologia secondo i canoni medici occidentali è il Metodo Fitzgerald. In oriente le tecniche più note sono la Cinese e la Thai.

riflessologia plantare2Cenni Storici:
La Riflessologia plantare ha una storia alquanto antica: i primi trattamenti realizzati massaggiando i piedi sono stati applicati in Cina ed India nel 5000 a.C.
A testimoniare l’antichità di questa pratica è la “Tomba dei Medici” a Saqqara (Egitto 2330 a.C. circa), dove sulle pareti è dipinta una scena di massaggio dei piedi e delle mani.
La pratica venne esportata anche in occidente grazie al famoso medico greco Ippocrate che insegnò ai discepoli il massaggio ai piedi.

Come la conosciamo oggi, la riflessologia è una giovane scienza nata negli Stati Uniti per merito del dott. Fitzgerald, che nel 1910 tracciò una mappa del corpo umano attraversato da 10 meridiani diviso in zone, le cui parti ed organi trovano corrispondenze nei punti riflessi delle mani e dei piedi.

William Fitzgerald era un otorinolaringoiatra, che partendo dall’evidenza che con delle compressioni nel vestibolo labiale (sul palato duro e molle) e con tecniche compressive esercitate sulle dita delle mani e dei piedi era possibile ottenere delle anestesie di breve durata per piccoli interventi nel cavo orale, teorizzò il concetto che il corpo fosse percorso da dieci aree parallele.
Disegnò quindi l’immagine di una persona attraversata da dieci linee parallele che partivano dalle dita dei piedi e delle mani e che si riunivano alla testa.
Ascoltando e interrogando i pazienti giunse a riunire in una linea ideale i disturbi che questi denunciavano: per esempio, una persona aveva un problema a un occhio o un’emicrania, accusava inoltre disturbi alla cistifellea, dolori alle ginocchia e un callo dolente sul quarto dito.
Mettendo come su un corridoio questi differenti sintomi effettivamente appare un collegamento ideale tra questi ed un’unica area del corpo: questa scoperta venne chiamata Terapia Zonale.
Fitzgerald non ne fa menzione però chi conosce l’agopuntura cinese identificherà sul percorso appena menzionato lo Zu Shao Yang (il meridano della vescica biliare), anche se questi punti in agopuntura ha un percorso più articolato.

Seguaci e propulsori di questa tecnica furono i coniugi Riley; il dottor Riley per primo cominciò a parlare di compressioni che dovevano essere esercitate con le dita poste a “uncino” al fine di determinare delle “manipolazioni” sulle articolazioni e sui tessuti.

Presso il Dottor Riley lavorava una terapista di nome Eunice Ingham e anch’ella si appassionò a questa tecnica, incoraggiata nei suoi tentativi di ricerca dallo stesso dottor Riley approfondì gli studi di Fitzgerald. Il suo intuito femminile la portò a concentrare l’attenzione soprattutto sulle mani e sui piedi, concentrando le aree di maggior sensibilità e dandogli quindi, una distribuzione logica, nacque una prima mappa di dislocazione degli organi riflessi sul piede; siamo agli inizi degli anni trenta.

Nel 1948 viene fondato da E. Ingham e dai suoi nipoti l’Istituto Internazionale di Riflessologia per la divulgazione del Metodo originale Ingham. E’ a lei che fanno capo tutte le scuole Europee.
La Riflessologia del Piede approda in Europa nel 1967 attraverso due sue allieve dirette: Hanne Marquardt in Germania e Doreen Bayly in Inghilterra.

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