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Una delle sette meraviglie del mondo antico, centro della fede del popolo ebraico, alla morte di Re Davide, suo figlio Salomone decise di proseguire nell’ideazione dell’opera voluta dal padre di creare un grande Tempio da dedicare al Do d’Israele.

Rimane solo un frammento del Muro Occidentale che però testimonia la grandiosità dell’opera realizzata da Re Salomone.

La casa di Yahweh, fu costrutita intorno al 960 a.C. sul monte Moriah, a Gerusalemme, fu il primo tempio ebraico della città, simbolo leggendario del regno di Re Salomone.

Secondo la descrizione biblica il tempio seguiva il modello mesopotamico e fenicio con un vestibolo d’ingresso, una stanza principale (Hechal) con pianta rettangolare orientata est-ovest come molte monumenti sacri e il Sancta Sanctorum (Debir) che misurava 20 cubiti cioè oltre 8 metri in lunghezza, larghezza e altezza, oltre a due grandi statue di leoni alati che rappresentavano gli angeli Cherubini.

Le misure del Sancta Sanctorum (il Santo dei Santi) riecheggiano nella legge delle tre ottave, in questa stanza accessibile solo a sacerdoti, iniziati e al Re stesso vi era anche l’oggetto più sacro del tempio ovvero l’Arca dell’Alleanza che conteneva le Tavole della Legge date da Yahweh al profeta Mosè sul monte Sinai.

All’esterno del tempio vi erano dei lavacri per le abluzioni e la purificazione, si contavano 10 recipienti con le ruote di bronzo decorati con figure di leoni, cherubini e palme che servivano per lavare gli animali destinati ad essere sacrificati nel tempio, c’era anche una struttura bronzea su cui venivano sacrificati gli animali poggiata su una sorta di Ziqqurat, piramide a due gradoni.

 

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Sempre nel cortile esterno vi era il “Mare di Molten” ovvero un recipiente largo 10 cubiti sorretto da 12 tori in bronzo a gruppi di tre e orientati secondo i punti cardinali che era usato dai Sacerdoti.

L’entrata del vestibolo era chiamata Ulam, due colonne formavano l’ingresso trionfale, la colonna Boaz che significa “della forza” e la colonna Jachim che simboleggiava “misericordia divina”, poi nella sala centrale detta Hechal, vi era il luogo dove i Sacerdoti celebravano i riti.

Qui si trovavano anche la “Tavola del pane” fatta di legno di acacia ricoperto d’oro, serviva per le offerte, di solito pani che la popolazione offriva, posizionato di fronte alla porta del Sancta Sanctorum vi era poi l’Incensiere usato dai Sacerdoti per bruciare spezie profumate e infine la “Menorah”, la lampada a olio a sette bracci che rappresentava il roveto ardente attraverso il quale Dio parlò a Mosè.

Secondo la Bibbia questa grande struttura sacra misurata in cubiti (pari a 44,5 cm) nella parte interna era 27 metri, larga 9 e alta 13,5. Alcuni studiosi ritengono che il tempio fosse circondato da un’ampia corte lunga 500 metri e larga 300.

Distrutto dai Babilonesi nel 596 a.C., il mito del Tempio di Re Salomone ha fatto da modello a molti edifici religiosi e civili costruiti nei secoli successivi, incluso il “secondo tempio” eretto dagli Ebre nel 530 a.C. ampliato da Erode Il Grande, Re di Giudea dal 37 a.c. e infine distrutto dall’imperatore romano Tito nel 70 d.C.

Dieci secoli dopo nella zona in cui erano rimasti i resti dell’antico Tempio di Salomone, il Re Cristiano Baldovino II, successore di Goffredo di Buglione, concesse ai Poveri Cavalieri di Cristo un’ala del monastero fortificato di Nostra Signora di Sion come loro quartier generale, proprio accanto a quello che fu un tempo il glorioso Tempio di Salomone.

Nacque così l’Ordine dei Templari che prese il proprio nome dalla zona di insediamento in Gerusalemme del loro quartier generale, adiacente al Tempio di Salomone.

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