Castel del Monte è il più celebre dei monumenti legati alla figura di Re Federico II di Svevia (1220-1250), situato nel mezzo dell’altopiano pugliese delle Murge, con il suo gioco di simmetrie impostate sulla figura dell’ottagono, ha ispirato una notevole sequela di interpretazioni sullo scopo e le funzioni di questa elegante struttura utilizzata come residenza di lusso, padiglione di caccia, manifestazione del potere nel mondo di Federico II, ma anche come laboratorio magico e sede di rituali esoterici.

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Si compone di un ottagono perimetrale che fa corpo unico con le torri angolari a loro volta ottagonali. Presenta un sistema idrico molto articolato, per cui alcuni studiosi vedono in Castel del Monte una sorta di colossale battistero nel quale l’acqua rigeneratrice era utilizzata per il benessere del sovrano; gli ampi camini potevano funzionare anche come riscaldatori d’acqua associati a tubature pavimentali, assicurando disponibilità di acqua calda e vapore attraverso gli sfiati delle sale riscaldate. L’imperatore Federico II amava molto i benefici dei bagni e delle cure termali; ma l’architettura del castello richiama a scienze matematiche e naturalistiche, come pure conoscenze sui temi di cosmologia e alchimia.

Simbolo di un epoca irripetibile, Castel del Monte è forse l’espressione più eloquente di un sovrano di vasta cultura, che unisce il mondo antico all’universo figurativo e architettonico delle cattedrali gotiche, alla suggestione dell’Oriente. La planimetria evidenzia il ricorrere della figura dell’ottagono nell’assetto generale e nell’articolazione dei diversi elementi.

L’ottagono perimetrale fa corpo unico con le otto torri, di otto lati anch’esse, anche se solo sei lati emergono dal volume esterno. Un castello dunque innalzato nel segno dell’8, intesa come figura mediatrice tra il cielo (cerchio) e la terra (il quadrato), i due piani del castello comunicano attraverso le scale a chiocciola alloggiate in alcune torri e hanno la stessa altezza e la stessa conformazione, con otto sale della medesima misura e architettura che si corrispondono in modo quasi perfetto, vi sono percorsi obbligati come in una sorta di labirinto in cui tutte le sale sono comunicanti.

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Le sale del primo piano sono impreziosite lungo le pareti da panche marmoree che si articolano in gradinate e sedute eleganti in corrispondenza delle finestre polifore in modo da godere della veduta esterna.

Ai lati dei camini sul piano nobile, ci sono delle raffinate credenze a muro create dal marmo, mentre le decorazioni si evidenziano lungo i sistemi di copertura a volta con un’ampia schiera di capitelli e di fioroni variamente elaborati a cui si affianca un insieme di rilievi figurati.

Sulle chiavi delle volte stesse o sulle mensole, ci sono maschere che attingono al repertorio delle cattedrali gotiche componendo un interessante gioco di movenze e di espressioni come si conviene ad un ambiente di una corte lussuosa.

L’ottagono rimanda senz’altro alla Cappella palatina di Aquisgrana dove Federico II fu incoronato Re di Germania nel 1215 o anche alla Cupola della Roccia di Gerusalemme che il sovrano ebbe modo di visitare durante la sesta crociata. È quindi doverosa una particolare menzione per quella che tradizionalmente viene indicata come “sala del trono“, situata sul lato orientale dell’edificio in corrispondenza del prospetto principale, dalla quale è tra l’altro possibile manovrare lo scorrimento della saracinesca del portone d’accesso. Grazie alla sua collocazione e alla suggestione incrementata da una vasta letteratura sull’argomento, è qui che l’immaginario collettivo colloca il Federico “mitico“, assorto, contemplativo, impegnato in dotti consulti con gli esperti della sua corte, ed è sempre qui nella sala “orientata” di un castello che molti vogliono intenzionalmente rivolto al sole o al Cristo come l’abside di una cattedrale, che il legame con i fenomeni celesti e “divini” pur al di fuori del dato storico e documentabile, si fa più palpabile e concreto.

L’energia che si respira visitando Castel del Monte è veramente potente, Federico II ha tra gli altri, il grande merito di averci lasciato in eredità un monumento storico ove è possibile comprendere meglio il significato della Legge delle Ottave insegnata agli adepti in tutte le grandi scuole esoteriche dell’antichità, dall’oriente all’occidente e di cui attualmente tanta letteratura si occupa.

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