Il Serpente alato che si morde la coda per gli Alchimisti era il simbolo che rappresentava l’Uomo Divino che ha raggiunto la maestria di unire i due centri, la Terra e il Cielo per raggiungere la perfezione, il primo e il settimo chakra in perfetto allineamento sia sul piano spirituale che su quello materiale.

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Con questo simbolo gli Iniziati intendevano comunicare che per essere Uno con la nostra Essenza Divina occorre sublimare le forze contrastanti dei due principi creativi, tagliando la testa del Drago e la coda del Drago si arriva a manifestare il Cuore del Drago, l’Uomo Divino, ciò significa riuscire ad annullare dentro di noi le forze della dualità che ci imprigionano nei condizionamenti della materia e nell’utilizzo egoico del potere della conoscenza.

Quindi il Serpente che ingoia la propria coda significa che la nostra natura superiore compie un lavoro alchemico sulla nostra materia ovvero la nostra natura inferiore, affinchè non vi sia più conflitto e opposizione tra le due forze.

 

Questa relazione fra l’alto e il basso, fra lo spirito e la materia, fra il nostro Sé superiore che domina il nostro Sé inferiore è stata studiata in tutte le scuole esoteriche del passato e presentata in diverse forme simboliche in molte civiltà.

Nella civiltà atzeca per esempio il “Quezalcoatl”,  il serpente piumato, il cui nome significa “dispensatore di conoscenza” aveva le stesse caratteristiche, il serpente rappresenta la Terra mentre le ali sono l’elemento celeste.

Gli antichi Egizi rappresentavano il medesimo concetto nel simbolo del disco solare alato che spesso veniva posto all’entrata dei templi come emblema sacerdotale, ma il disco solare era prerogativa anche di altre civiltà antiche.

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Per i Sumeri era il simbolo degli Dei Anunnaki in particolare del Dio Enki “il Saggio Signore-Serpente dell’ Eufrate”, infatti nella tradizione egizio-mesopotamica il disco solare è attorniato da due serpenti cobra e presenta ai lati due ali distese.

Una similitudine evidente con un altro simbolo esoterico della tradizione greca, il Caduceo alato del messaggero Mercurio, anche qui due serpenti si intrecciano lungo un asse fino a raggiungere due ali aperte e il nodo solare centrale a rappresentare il sistema cerebro-spinale.

Nel Caduceo tra le ali sopra all’asta che rappresenta la colonna vertebrale c’è il piccolo nodo centrale della ghiandola pineale, la combinazione della ghiandola pineale e delle sue ali laterali crea l’archetipo del “Cigno” emblema dell’Essere totalmente illuminato.

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Questa conoscenza esoterica che gli antichi riportavano in forma simbolica attraverso gli archetipi si ritrova anche nella scienza iniziatica dei Tarocchi nella quattordicesima carta dei 22 Arcani Maggiori, “la Temperanza” rappresenta un Angelo che in ogni mano tiene un vaso e versa il contenuto del vaso che ha nella mano sinistra in quello che tiene con la mano destra.

Questo è un atto di trasmutazione alchemica,  lo spirito  che insuffla la forza vitale nella materia e rende fisso il mutevole e stabile l’instabile evoca la trasformazione cristica dell’acqua in vino miracolosamente operata dal Maestro Gesù alle nozze di Caanan.

 

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L’acqua che l’Angelo sta travasando da un vaso all’altro è dunque la corrente della vita divina, se l’Angelo si interrompesse non ci sarebbe più scambio e l’essere umano non progredirebbe, non arriverebbe mai alla perfezione, quindi l’Angelo della Temperanza rappresenta l’essere umano, noi siamo l’Angelo terreno che ha la possibilità di lavorare con i due recipienti, dipende solo da noi che il mondo divino, il nostro Sè superiore discenda per dare la vera vita alla materia in basso, al nostro Sé inferiore.

La Temperanza quindi rappresenta la metamorfosi interiore, la guarigione, la rigenerazione, il perfetto equilibrio fra il principio solare maschile e quello lunare femminile.

La materia e lo spirito devono diventare uno, la spiritualizzazione della materia e la materializzazione dello spirito, il basso e l’alto, il superiore e l’inferiore devono creare un’unità e in questa fusione l’uno non cessa di arricchire l’altro in un continuo divenire, in un equilibrio dinamico e armonico in connessione con il tutto.

Gli Iniziati hanno insegnato queste verità per millenni allo scopo di aiutare gli esseri umani a prendere coscienza della propria origine divina e fornire loro gli strumenti per ritrovare la Divinità dentro se stessi.

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