Risulta impossibile individuare le origini storiche del tarocco, nessuno sa veramente chi ha creato il Tarocco e quale sia l’origine di questa parola, esistono naturalmente varie teorie come esistono diversi mazzi di carte, ma il loro significato esoterico di base è stato conservato nei secoli  e rimane immutato nonostante le sue varie interpretazioni, anche grazie alle sue connessioni con gli insegnamenti della tradizione ermetica e cabalistica, dell’alchimia e della numerologia.

In varie biblioteche europee si possono trovare diversi giochi di carte, in particolare italiani e francesi, che potrebbero essere considerati come gli antecedenti diretti di ciò che oggi si conosce come Tarocco di Marsiglia.

Gli Arcani Maggiori nelle carte dei Tarocchi sono delle chiavi per comprendere il linguaggio dell’inconscio, sono uno strumento per conoscere meglio se stessi, costituiscono un viaggio iniziatico nella profondità dell’essere umano.

Il Tarocco è un libro scritto con immagini e simboli, composto da 78 carte suddivise in 56 Arcani Minori e 22 Arcani Maggiori, le cui lame si vanno articolando fra loro costituendo un vero codice di interpretazione, ma sono gli Arcani Maggiori  i veri protagonisti, rappresentati da 21 figure divise in tre settenari e una carta senza numero, il Matto.

0 – Il Matto
I – Il Bagatto (Il Mago) 8 – La Giustizia 15 – Il Diavolo
2 – La Papessa 9 – L’Eremita 16 – La Torre
3 – L’Imperatrice 10 – La Ruota 17 – Le Stelle
4 – L’Imperatore 11 – La Forza 18 – La Luna
5 – Il Papa 12 – L’Appeso 19 – Il Sole
6 – L’Innamorato 13 – La Morte 20 – Il Giudizio
7 – Il Carro 14 – La Temperanza 21 – Il Mondo

Il cammino del Matto verso il Mondo è un cammino verso l’illuminazione, è la vita stessa che si esprime dentro di noi come un flusso senza fine per guidarci attraverso le varie fasi a riconoscere infine la nostra natura divina.

Il Matto è pura energia in azione verso una direzione non ancora definita, inizia a muoversi quando riconosce la forza della propria Essenza, l’anima sceglie di abbandonare il piano spirituale per quello materiale, ma quell’energia dovrà incarnarsi in diversi archetipi prima di raggiungere la piena consapevolezza dell’UNO e ricongiungersi con la matrice universale dell’Uovo Cosmico che tutto ha creato; la nostra scintilla di luce percorre quindi la via della conoscenza, il sentiero di ritorno verso la Sorgente primordiale, la carta del Mondo rappresenta la coscienza umana che si eleva oltre i quattro elementi della materia e rientra nella coscienza cosmica.

il mondoE’ la scintilla divina che ha cercato l’esperienza spirituale mediante un contatto diretto con la materia, con il mondo, allo scopo di ritrovare se stessa come cellula infinitesimale dell’Eterno.

La via iniziatica seguita dal Matto è infatti il cammino della realizzazione dell’Io individuale che è una scintilla della luminosa Mente divina.

Libero ricercatore della verità, il Matto si rinnova ad ogni tappa del suo viaggio che lo induce a varcare la soglia del finito per raggiungere la sfera dell’Infinito.

Il tarocco è una fotografia del presente, è uno specchio della nostra realtà, gli archetipi degli Arcani Maggiori rispondono dando un consiglio per superare un ostacolo, chiarire una situazione, migliorare una difficoltà attraverso una nuova consapevolezza di ciò che blocca il nostro cammino.

Secondo Jung le lame dei tarocchi sono una rappresentazione degli archetipi universali ovvero delle immagini simboliche che racchiudono forme del pensiero collettivo dell’essere umano, Jung sapeva che i miti, le leggende e le tradizioni del mondo antico conservano delle verità profonde che la nostra mente logica non è in grado di approfondire se non attraverso il potere del simbolo.

Molti conoscono il profondo interesse di Carl Gustav Jung per i sistemi oracolari in generale e in particolare per il millenario “I Ching” cinese, nessun personaggio come Carl Gustav Jung è riuscito in Occidente con tanto successo a diffondere l’interesse per il simbolismo sacro; egli attinse probabilmente la sua conoscenza sull’argomento dagli esoteristi dell’epoca.

Nel 1933 parlò pubblicamente del Tarocco durante un seminario che stava conducendo sull’immaginazione attiva e disse “… l’uomo ha sempre sentito la necessità di trovare un accesso attraverso l’inconscio al significato di una condizione presente, perché c’è una sorta di corrispondenza o somiglianza fra la condizione prevalente e la condizione dell’inconscio collettivo, quindi le raffigurazioni di situazioni simboliche per esempio, il simbolo del sole o il simbolo dell’uomo appeso per i piedi, o la torre colpita dal fulmine, o la ruota della fortuna, sono una sorta di idee archetipiche di natura differenziata che si mescolano ai componenti ordinari del flusso dell’inconscio, e perciò è adatto ad un metodo intuitivo che ha lo scopo di comprendere il flusso della vita, forse anche predire eventi futuri, eventi che si presentano alla lettura delle condizioni del momento presente. É in tal modo analogo all’ I Ching, il metodo divinatorio cinese che permette quanto meno una lettura della condizione presente”.

Utilizzare quindi il Tarocco esclusivamente per formulare domande sul futuro non corrisponde precisamente allo scopo originario dei simboli esoterici degli Arcani Maggiori che invece sono stati creati con uno scopo terapeutico, per aiutarci a guarire le ferite emotive della nostra vita e ad  alzare la consapevolezza della nostra coscienza umana imparando a conoscere meglio noi stessi.

Chiunque abbia creato le 22 carte guida del Tarocco ha creato uno specchio dell’animo umano, ci ha donato i codici di un’antica sapienza, i tre settenari evocano tre grandi fasi della vita e ci indicano la strada più veloce per compiere il viaggio interiore da Iniziato a Maestro.

Salva

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.